Ho letto il romanzo che mi è sembrato intenso e commovente. Il tessuto verbale, fitto e intenso, convince, anzi cattura, nonostante qualche piccola ridondanza didascalica. Il personaggio centrale è appassionante e credibile . Sono sicura che avrà successo, perché narra, con tormento e vigore, una storia che tira in ballo i grandi sentimenti umani: la paternità, l’amore coniugale, la voglia di distruggersi, la voglia di redimersi, l’abbandono di sé, la riconquista di una coscienza, ecc. In certi momenti fa pensare a un certo Dickens populista e strappacuore, legato a un Ottocento ormai scomparso, ma pure il racconto si salva sempre dal sentimentalismo per la sincerità e la freschezza della voce narrante. La rabbia insomma è autentica, autentico il dolore, e questo rende il lettore partecipe e simpatizzante.
Bravo Claudio! Credo che lei abbia proprio le doti di un narratore.
Un carissimo saluto da Dacia Maraini