RIINA FAMILY LIFE
Salvo Riina In libreria: dal 7 aprile 2016 Salvo Riina è il terzogenito dei quattro figli di Totò Riina e Ninetta Bagarella, Giovanni, il secondogenito, sta scontando l’ergastolo come suo padre Totò. Salvo Riina, di un anno più piccolo di Giovanni, ha da poco finito di scontare una condanna a 8 anni e dieci mesi per associazione mafiosa. Ora vive a Padova dove è sottoposto per i prossimi due anni a libertà vigilata. Suo padre, Totò Riina, è indicato da tutti come “il capo dei capi” di Cosa Nostra e sta scontando il carcere a vita al 41 bis, essendo stato riconosciuto colpevole di omicidi efferati.
DOPPIO INGANNO
Ettore Randazzo In libreria: dal 10 novembre 2015 Pantalica Marina è un’affascinante isoletta siciliana parzialmente immaginaria e legata alla terraferma da un ponte. Due fratelli, latifondisti in difficoltà economica, si affidano a un’agenzia immobiliare londinese per la vendita di un vasto terreno all’epoca destinato al pascolo. L’“affare” si rivela poi disastroso. Seguiranno due omicidi all’apice di vicende straordinarie.

LA VETRINA DELLE NOVITÀ

RICORDAMI DI ESSERE FELICE

Claudio Volpe

In libreria dal:
10 aprile 2015

Il pedofilo si confessa sul punto di essere giustiziato. L’omosessuale punito nei lager delle prigioni russe. La donna disperatamente invoca l’amore perduto. Quella di Claudio Volpe è un’incessante, assillante rappresentazione di dolori ed errori, pericoli e trappole, un vero campo minato di atrocità e anche orrori, con molte voci che si raccontano in monologhi continui, serrati, straziati, drammatici, estremi.

Come sulla scena, una scena ideale costruita dalla voce dello stesso narratore per dare alle voci che si alternano, forma, sostanza, colore, anima. Per farli entrare in una figura, in un gesto, in una costruzione di sé che si rispecchi in una storia, un volto, in una parola, proprio quella tra le tante, e non ogni altra possibile: la donna che ricorda una vita di violenze subite, il nazista sopravvissuto al processo di Norimberga, il ragazzo chiamato dal branco a fornire prova della sua virilità, gli “zingari” e gli immigrati visti quasi come non facessero parte del genere umano. Sono racconti quelli di Claudio Volpe che afferrano fortemente la vita, la scuotono, la abbattono, non le danno requie, compiendo un salutare salto nel vuoto per porre al centro una realtà, la nostra (il nulla degli affetti, la guerra, l’intolleranza, lo stillicidio della violenza quotidiana) ribollente e perennemente in costruzione. Vogliono rappresentare paure, aspettative, sogni, desideri, nevrosi e contraddizioni, azioni, scelte, inganni, precipizi della mente, ingorghi e violenze dell’esistenza. Un mondo corrusco, caravaggesco, in cui le singole storie riflettono una sensazione e un ansito di corsa, un correre dal buio verso un’impossibile luce, una sorta di riscatto o d’improbabile salvezza. Come quel poeta deluso, racconto di più forte suggestione, sofferente perché oggi alla poesia sembra non credere più nessuno mentre lui ha fede nelle parole, è un uomo in lotta tra il desiderio di suicidarsi e la volontà di vivere per continuare a scrivere versi. L’occhio insieme fulminante e pietoso del narratore riesce a circoscrivere questo suo mondo brulicante e straziato, questa geografia di sentimenti angosce e passioni in una bruciante, continua identificazione negli smarrimenti angosciosi dei vari ”naufraghi”, i suoi frastornati piccoli eroi, sconfitti e disorientati. Prima custoditi dentro la placenta marina (come nel simbolico racconto d’esordio “Io sono il mare”), e poi gettati sulla spiaggia fradici, stillanti, trasfigurati di caos irreale.

 

 

seguici su
      

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

I PICCOLISSIMI LIBRI ARTIGIANALI MADE IN ITALY